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Nutrirsi con gusto, certi di quello che stiamo mangiando. Questo è in sintesi quello che ognuno di noi cerca per se e per i propri figli. Purtroppo però negli ultimi anni alla qualità e alle caratteristiche nutrizionali del cibo si è preferita l’estetica e la non deperibilità degli alimenti. La ricerca genetica ha cioè portato a prodotti sempre più grandi e belli, non però a prodotti più sani.
L’Agricoltura Biologica viene in nostro soccorso proprio a questo punto: Il minor utilizzo o il mancato utilizzo di fertilizzanti, la lotta integrata agli infestanti invece dell’uso di anticrittogamici, uno sfruttamento dei terreni più oculato che riprenda la rotazione delle culture evitando così l’impoverimento del suolo sono solo alcuni esempi molto intuitivi di come si possa fare agricoltura in maniera più sana ed equilibrata.
Per l’agricoltura biologica ci sono regole che derivano dalla semplice applicazione delle norme di produzione europee (Reg. CEE 2092/91): si tratta dunque di qualità certe e dovute che riguardano il migliore impatto ambientale, la salubrità, l’assenza di OGM e la garanzia del sistema di controllo e certificazione. Ma ci sono anche regole che i produttori possono liberamente applicare: commercio equosolidale, sovranità alimentare e costruzione di un nuovo rapporto fra città e campagna.
L’AIAB – Associazione Italiana Agricoltori Biologici riassume in quattro slogan il significato del “nutrirsi secondo natura”:
Più salute con gusto
I prodotti biologici, per l’assenza di sostanze chimiche di sintesi, sono di norma più sicuri degli altri dal punto di vista igienico-sanitario. Diverse ricerche dimostrano, poi, che il valore nutritivo dei prodotti biologici è spesso superione a quello dei prodotti convenzionali. In particolare è stato rilevato di frequente una maggiore presenza di preziose sostanze antiossidanti. Senza ricorrere a particolari studi, è evidente a tutti coloro che abbiano assaggiato prima un frutto prodotto da agricoltura biologica e poi uno da agricoltura “chimica” che il gusto è totalmente diverso, il che comporta un diverso contenuto nutrizionale e differenti qualità organoelettriche.
Più amico dell’ambiente
Inquinamento di aria, acqua e suolo; erosione e perdita di fertilità del suolo; riduzione della biodiversità; elevati consumi energetici e produzione di gas serra (il “contributo” dell’agricoltura è stimato attorno al 7%): questi sono alcuni dei problemi creati dall’agricoltura convenzionale e che nemmeno la sua versione geneticamente modificata è in grado di risolvere, anzi.
L’agricoltura biologica riduce al minimo il rilascio di residui nel terreno, nell’aria e nell’acqua, conserva la naturale fertilità del suolo, salvaguarda la complessità dell’agroecosistema e la sua biodiversità, consuma meno energia. E’ insomma più amica e rispettosa dell’ambiente.
Libertà dagli OGM
La coesistenza tra Organismi Geneticamente Modificati e Agricoltura Biologica è semplicemente inconcepibile. Se gli uni rappresentano un’innovazione densa di rischi e che mira all’evoluzione delle specie senza curarsi della bodiversità, del rispetto delle culture autoctone e delle usanze dei popoli che ruotano attorno a quella cultura (non dimentichiamo che per millenni la nostra civiltà ha scandito i propri ritmi biologici e le proprie fortune assecondando i ritmi delle colture di cui si nutriva), l’agricoltura biologica rappresenta invece la sicurezza data da millenni di storia e di piccoli miglioramenti ed incroci completamente naturali, frutto di selezioni migliorative e comunque rispettose delle qualità basilari delle colture.
Sai cosa mangi
Sapere cosa si mangia significa conoscere nelle linee essenziali in che modo un alimento è prodotto in tutti i suoi passaggi, dal campo al punto vendita. Perché ciò sia possibile sono necessarie un insieme di regole cui deve sottostare la produzione e la distribuzione di un cibo e uno o più organismi indipendenti che controllano l’applicazione delle norme e la certificano ai consumatori.
Questo è ciò che accade per i prodotti biologici, con l’applicazione del Regolamento Cee 2092/91, attraverso un’attività di ispezione che investe sia il processo produttivo, sia il prodotto finale, dal campo alla tavola. Malgrado si tratti di un regolamento di quasi 25 anni che mostra la sua età e necessita quindi di importanti revisioni, quello del biologico è, ancora oggi, il regolamento che, almeno in campo alimentare, offre maggiori garanzie. |