PER CIÒ CHE RIGUARDA LE
NORME ALIMENTARI:
L'alimentazione eubiotica, cioè sana e naturale, in grado non
solo di affrancare dalla patologia della civilizzazione, ma anche
di potenziare le difese dell'organismo, così da rappresentare
una vera e propria medicina preventiva, innanzitutto contro la patologia
ambientale, è fondata sui seguenti principi:
1) ALLATTAMENTO
AL SENO
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Si tratta di convincere le madri che il modo
migliore per tutelare la salute dei loro figli, è quello
di allattarli al seno, fino al sesto mese, o almeno per i
primi tré mesi.
Per favorire una produzione ottimale di latte, sarebbe naturalmente
opportuno che l'alimentazione della madre fosse, quanto più
possibile, a base di alimenti integrali e ricchi in fattori
vitali, non solo dopo il parto, ma anche e innanzitutto durante
la gravidanza. |
2) SVEZZAMENTO
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Possibilmente dopo il sesto mese, con alimenti
naturali, cominciando con brodi e passati di verdura, farine
di cereali (riso), escludendo prodotti eccessivamente raffinati
e, in particolare, quelli sterilizzati, come il latte a lunga
conservazione e i vari dietetici, cosiddetti omogeneizzati
per l'infanzia. Limitazione dell'uso dei precotti, salvo il
caso dei fiocchi di cereali, privilegiando sempre gli alimenti
freschi e naturali, cioè ricchi in fattori vitali,
annettendo tutt'al più, e con limitazione, quelli reintegrati,
cioè "rivitalizzati". Per ciò che
riguarda i prodotti animali, oltre al latte fresco pastorizzato,
in sostituzione del latte materno, andrebbero comunque evitati
gli eccessi, facendo seguire al latte, e allo yogurt naturale,
il formaggio (latticini freschi e parmigiano come condimento),
e poi l'uovo dopo 1'8° mese; il pesce dopo l'anno, e la
carne a dentizione completata.
I tempi potranno anche essere contratti. Ciò che conta
è però mantenere la progressione, secondo natura,
evitando la somministrazione innaturale della carne al 4°
mese che, tra l'altro, avvia il bambino a diventare un forte
consumatore di carne, con conseguente maggior rischio dell'incidenza
e una più precoce insorgenza del cancro dell'intestino.
I legumi (in particolare i ceci e le lenticchie passate),
le cui proteine insieme a quelle dei cereali possono sostituire
e integrare quelle animali, andrebbero somministrate dopo
il 6°- 7° mese, salvo le piccole quantità inserite
nei passati di verdura, somministrati nei mesi precedenti.
Andrebbero anche somministrati succhi di verdura cruda (carota:
vitamina C ed A) e mela grattugiata, non alla fine del pasto.
Come dolcificante, il miele vergine integrale. Come grassi
di condimento, solo l'olio extravergine d'oliva crudo. Utile
la somministrazione di olio di germe di grano (Vit. Bl, E
ed F), e l'olio di fegato di merluzzo (Vit. D).
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3) INTEGRITA'
BIOLOGIA DEI CIBI
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Che dovrebbero essere garantiti da una agricoltura
naturale, possibilmente eubiotica che sia rispettosa della
fertilità e dei ritmi naturali della vita del suolo
e dei vegetali (riposo del 7° anno), potenziando le loro
difese con concimazioni organico minerali, ricche in humus,
microrganismi ed oligoelementi, cosi da rendere le piante
resistenti alla patologia da microrganismi patogeni e agli
attacchi parassitari, che andrebbero comunque trattati con
sostanze naturali, come il propoli delle api ed estratti vegetali,
escludendo i pesticidi tossici.
I prodotti del suolo e, di conseguenza, anche i prodotti animali,
saranno cosi i più
sani e più equilibrati nelle loro componenti.
I cibi andrebbero poi consumati allo stato integrale o semintegrale,
referibilmente,
quando è possibile, allo stato crudo, escludendo quelli
sterilizzati, da considerarsi
come "alimenti rischio", in quanto responsabili
di una diminuzione delle difese
naturali, a causa della carenza in fattori vitali. Tra i prodotti
conservati, andrebbero
quindi preferiti quelli surgelati, escludendo i vari insaccati
.e i cibi in scatola. |
4) CONSUMO
PRIVILEGIATO DEI CIBI VEGETALI
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(cereali, verdura fresca, più che cotta,
legumi, oli vegetali), rispetto ai prodotti animali, dando
cosi prevalenza al "pane" (pane vero e proprio,
riso, pasta), rispetto al "companatico", in contrapposizione
all'attuale concezione, che fa del prodotto animale, e in
particolare della carne, la base del pasto, relegando il pane
a integratore facoltativo e in quantità ridotta. |
5) COMPOSIZIONE
DEL PASTO
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Secondo la nostra antica tradizione, cioè
un pasto monopiatto, costituito da un unico cibo di base:
il cosiddetto primo (pasta, riso, minestra con verdura e legumi),
o il cosiddetto secondo (carne, pesce, uova,formaggio), con
abbondante insalata mista come antipasto, contorni di verdura
cotta e pane integrale a volontà. Per soddisfare l'esigenza
di conseguire un senso di sazietà, oltre che di soddisfazione
psicologica, possono essere saltuariamente consumati i cosiddetti
piatti tipici, che sono di solito costituiti da un prevalente
cereale di base, integrato con una ridotta quantità
di legumi, o di prodotti animali (polenta con le quaglie,
o le salsicce, o il formaggio; risotto con seppie o i filetti
di pesce persico, o l'osso buco; spaghetti con le vongole,
o le sarde; trippa con i fagioli, ecc...). Una eventuale integrazione
del pasto, può essere compiuta con olive o con noci
e mandorle, consumate insieme al pane. Quest'ultimo può
anche rappresentare il cibo di base del pasto, tanto più
quando questo prevede il consumo di carne, o pesce, o uovo,
o formaggio (il classico sandwich). Non bevande dolcificate
al pasto e non frutta o dolci alla fine del pasto, per evitare
l'innesco di fatti fermentativi, tanto più se, tra
i cibi di base, vi sono cereali e legumi. L'eventuale consumo
di vino andrebbe limitato al pasto a base di prodotti animali,
che, oltre al latte, non dovrebbero essere consumati più
di una volta al giorno. Andrebbe evitato il consumo di latte
con la carne o il pesce, perché ne risulta un rallentamento
digestivo. A colazione e a merenda andrebbe scelto, secondo
il proprio gusto ed esigenza, e in rapporto con lo stato di
maggiore o minore sazietà, e con le modalità
digestive dei pasti principali, tra latte, yogurt, thè,
frutta, toast e pane con un companatico, cercando di far rinascere
l'istinto naturale. |
6) Limitazione fino all'esclusione dei pasti precotti e surgelati
e poi nuovamente riscaldati al momento del consumo
7) Limitazione degli alimenti dolcificanti o dei
gelati industriali
contenenti additivi, preferendo quelli artigianali; e limitazione
fino all'esclusione dello zucchero raffinato, preferendo il
miele vergine integrale.
8) Esclusione di coffe, thè ed alcoolici informa
sistematica, essendo ammessa solo quella occasionale e motivata.
9) Esclusione degli integratori alimentari sintetici,
degli antifame e dei trattamenti predigestivi dei cibi, attuati
per ridurre il lavoro digestivo, ma che in realtà aprono
la via ad una "medicalizzazione" sistematica in
ogni situazione della vita che l'organismo sarebbe in grado
di affrontare da sé, o al massimo con l'aiuto di mezzi
naturali.
10) Esclusione totale del fumo delle droghe. |
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