Questo cereale è originario della Mesopotamia e veniva coltivato
già 6000 anni fa dagli Egiziani.
Dal punto di vista botanico appartiene al genere triticum come il
frumento ed il farro e prende il nome scientifico di triticum polonicum.
Si presenta con un glume più grosso e il suo sapore è
dolce e pieno.
Questo progenitore del grano venne scoperto da un agricoltore statunitense,
Bob Quinn, che riscoprendo la forza e la resistenza di questo antenato
del frumento alle asperità e alle avversità dell'ambiente,
decise di riprendere la sua coltivazione e di diffonderla.
Gli ultimi studi svolti su questo cereale ci documentano che il
kamut sembra non sia stato sottoposto ad incroci o selezioni, per
cui manterrebbe invariato il suo patrimonio genetico. Pertanto è
diventato cibo consigliato e prescritto a numerose persone che soffrono
di intolleranze al glutine del frumento.
Il chicco di kamut integrale è ricco di proteine, grassi,
carboidrati, fibre, sali minerali in percentuale maggiore rispetto
ai cereali appartenenti alla stessa famiglia.
MODALITA' DI COTTURA
II chicchi di kamut devono essere ripetutamente lavati in modo
da liberarli dalle impurità, sino a quando l'acqua apparirà
chiara e trasparente, quindi per una parte di cereale si aggiungono
tre parti di acqua e si lascia che il cereale si ammorbidisca tutta
la notte: il giorno successivo si aggiunge un pizzico di sale e
si porta ad ebollizione.
Quindi si abbassa la fiamma e si lascia cuocere a fuoco moderato
per almeno 60 minuti.
Il kamut si presta ad essere utilizzato per la preparazione di zuppe
e minestroni, pertanto è utile aumentare la quantità
di acqua a piacere.
Con la farina di kamut integrale si possono preparare ottimi prodotti
da forno: pane, biscotti, pizze.
La farina di kamut viene poi utilizzata per la preparazione di pasta.
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