Il Miglio è conosciuto per essere il cibo ideale per i canarini,
e si ignorano le proprietà nutritive in esso contenute, utilissime
al corpo umano. Si presume che sia originario dell'Arcipelago Indiano
e che sia stato coltivato in Cina diverse migliaia di anni fa.
Ancora
oggi è molto diffuso in Asia e in Africa, mentre in Europa
la coltivazione per l'alimentazione umana andò progressivamente
riducendosi in seguito alla diffusione del mais. Nell'Italia settentrionale
la polenta di miglio fu un tipico piatto della regione veneta e
lombarda; fu un cereale utilizzato nel Medio Evo durante i periodi
di astinenza dalla carne e nei periodi di gravi difficoltà
di sussistenza. Ad esempio, nel 1378, Venezia, assediata dai genovesi,
si salvò grazie al miglio conservato nei suoi magazzini (questo
cereale può essere conservato per lungo tempo, anche per
venti anni) .
Il chicco per essere consumato dall'uomo deve essere liberato dalla
parte coriacea esterna e quindi decorticato.L'eliminazione della
parte più esterna, cioè delle glumelle, non comporta
l'eliminazione di sostanze interessanti per la nostra alimentazione
e non è certamente paragonabile alla eliminazione degli strati
periferici di altri cereali. Il miglio è uno degli alimenti
più ricchi di sostanze minerali come ferro, magnesio, fosforo
e silicio. Ha un alto contenuto di proteine ed è considerato
benefico per la milza e il sistema linfatico. Ottimo nei casi di
acidosi ed inappetenza, il miglio ha un alto contenuto di acido
salicilico, che ha un'azione stimolante sulla pelle, sui capelli,
sulle unghie e sullo smalto dei denti. Contiene vitamine del gruppo
A e B e il suo alto contenuto di colina e lecitina lo rendono particolarmente
adatto alle persone sedentarie; è considerato un ottimo ricostituente.
MODALITA' DI COTTURA
Il miglio in chicchi, prima della cottura, deve essere accuratamente
lavato per più volte, poi si getta l'acqua del lavaggio aiutandosi
con un colino per non disperdere i minutissimi chicchi, quindi per
una tazza di miglio si aggiungono da due a due tazze e mezzo di
acqua (dipendentemente dal voler ottenere un miglio più asciutto
e sgranato oppure più cremoso), un pizzico di sale e si porta
a bollitura.
Quando il cibo bolle, si abbassa la fiamma (meglio usare sempre
uno spargifiamme per rendere più omogenea la cottura) e si
lascia cuocere dolcemente a fuoco basso per circa venti minuti (dipendentemente
dalla consistenza che si desidera ottenere del miglio, si lascia
cuocere alcuni minuti in meno se si desidera un chicco più
compatto, alcuni minuti in più se si desidera un cibo più
cremoso); la pentola non va scoperchiata, né il cibo deve
essere rimescolato.
E' utile usare pentole di acciaio col fondo molto spesso, in questo
modo non solo si evita che il cibo aderisca alla pentola, ma e'
possibile diminuire i tempi di bollitura, poiché il calore
immagazzinato e contenuto nella pentola consente al cibo di continuare
la cottura in maniera omogenea e dolce. Come tutti i cereali il
miglio può essere cotto da solo oppure con alcune verdure
di stagione. Al suo dolce sapore si accompagnano porri cipolle,
carote, zucchini e zucche.
Si fa saltare un porro in pochissimo olio, quanto basta per ungere
il fondo del tegame. Gli oli spremuti a freddo possono essere usati
per racchiudere e conservare le proprietà nei cibi e non
per renderli più pesanti. Si aggiunge una tazza di zucca
bernoccoluta, si lascia insaporire per alcuni minuti e quindi si
versano due tazze di miglio (tenendo presente che il miglio raddoppia
il suo volume, ci si può regolare per le quantità
che si desiderano preparare); possiamo aggiungere a piacere l'aroma
a noi più gradito come rosmarino, salvia, alloro ecc.
Questo piatto condito con salsa di soia è estremamente tonificante,
nutriente e rilassante per la milza ed il sistema linfatico, per
la quantità di zuccheri complessi che in esso sono contenuti.
Con il miglio si possono preparare ottimi minestroni, deliziose
creme vellutate, crocchette e sformati.
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