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Gio 23 Novembre 2017
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  GERMOGLI E SALUTE.

Studi sui germogli e le loro proprirtà anti-tumorali.
Il premio Nobel per la medicina del 1975 Renato Dulbecco, afferma di aver adottato una dieta vegetariana e di consigliarla come misura dietetica antitumorale, l’ex ministro Umberto Veronesi pure.

Di seguito riportiamo alcuni passi di un articolo del Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale, pubblicato dal settimanale “ L’espresso” che riportiamo fedelmente:

Ne uccide più la gola che la spada: questo antichissimo proverbio mi viene quasi automaticamente alla memoria quando si affronta il problema di come ci troviamo a vivere. Perché tutti siamo convinti che la minaccia maggiore alla nostra salute arrivi da ciò che respiriamo, ma questo è vero solo in minima parte. Siamo tutti in psicosi da smog e da effetto-serra (due situazioni che non sono certo da sottovalutare), ma pochi sanno che è l'alimentazione il più grande determinante della salute. La salute dipende molto di più da ciò che mangiamo che da ciò che respiriamo. E questo vale soprattutto in campo oncologico... Il cibo ci è necessario per vivere, come a tutti gli esseri viventi, ma la quantità, la qualità e la natura di questo cibo sono come l'antica statua di Giano bifronte, che aveva un volto per la guerra e un altro per la pace. L'alimentazione ci può aiutare a conservare la salute, oppure al contrario può comprometterla, perché il cibo può diventare un veicolo di sostanze nocive, tossiche per l'apparato cardiocircolatorio e per il sistema digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare tumori……. io credo che una buona alimentazione faccia una buona salute, ivi compreso il buon funzionamento del cervello. Nella buona alimentazione, caposaldo della prevenzione, devono entrare molti vegetali e poca o nulla carne. Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che accertate. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che la sensibilità collettiva ritiene ormai un rischio per la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo.

Molti studiosi, italiani e non, affermano che molti vegetali hanno proprietà antitumorali, infatti studi su popolazioni quasi esclusivamente vegetariane dimostrano che il tasso di mortalità per tumore è dal 50 al 75 per cento più basso che in popolazioni che hanno un regolare consumo di carne. Il tumore della mammella ha una incidenza quasi irrisoria in quei Paesi dove l’alimentazione è quasi esclusivamente vegetariana. Quando le stesse popolazioni cambiano regime alimentare, adottando la dieta dei Paesi industrializzati basata soprattutto sul consumo di carne, l’incidenza di quel tipo di tumore di alza drammaticamente. Lo stesso dicasi per il tumore del colon-retto. La cosa si può spiegare, ma non è ancora ben chiarito il meccanismo di azione, col fatto che chi fa un largo uso di frutta e verdura ha un numero più elevato di linfociti Natural Killer i quali sono in grado di riconoscere le cellule cancerogene e di distruggerle. Tutti medici sono concordi nell’affermare che la miglior terapia è la diagnosi precoce, ma ancora meglio è la prevenzione: non mettere il proprio organismo nella situazione di contrarre facilmente il tumore. Se a questo poi aggiungiamo un’alimentazione basata su cibi che sappiamo che contengono principi attivi naturali capaci di uccidere o evitare che le cellule cancerogene si formino e si moltiplichino, avremo finalmente trovato la stada per gustare appieno quella cosa meravigliosa che e’ la vita. Alcuni di questi cibi appartengono alla famiglia delle Cruciferae e sono indicati indichiamo nella tabella sottostante.

CRUCIFEREAE

BRASSICA

oleracea botritis italica

BROCCOLO

capitata

CAVOLO CAPPUCCIO

Campestris narinosa

TATSOI

Sinapis alba

SENAPE

ERUCA

sativa

RUCOLA

Campestris japonica

MIZUNA

LEPIDIUM

sativum

CRESCIONE

RAPHANUS

sativum

RAVANELLO ROSA

sativum

RAVANELLO DAIKON

sativum

RAVANELLO SANGO

Queste piante contengono un composto chimico isolato nel 1992 dal ricercatore Paul Talalay della John Hopkins School of Medicine di Bastimora (USA) denominato solforafano, un isotiocianato il quale inibisce lo sviluppo delle cellule cancerogene in quanto attiva gli enzimi detossificanti di fase 2 come il Glutatione (proteina prodotta nel fegato e composta da tre amminoacidi) che svolge molteplici funzioni tra cui, in associazione col selenio, la formazione del glutatione perossidasi che agisce contro il perossido di idrogeno proteggendo dalla ossidazione i lipidi costituenti le membrane cellulari, presenvando l’integrità del DNA evitandone così la mutagenesi.

Gli isotiocianati sono sintetizzati e immagazzinati nei vegetali sotto forma di loro precursori relativamente stabili, i glucosinolati (â-tioglucoside N-idroxisolfato) che vengono poi idrolizzati ad isotiociati attraverso l’azione dell’enzima mirosinase (un enzima che viene reso disponibile nel momento in cui le cellule vengono danneggiate).

E’ stato dimostrato che piccole quantità di germogli di cruciferae dopo tre giorni di germinazione, hanno la stessa forza di protezione contro i tumori di enormi quantitativi degli stessi ortaggi in quanto i germogli contengono un quantitativo di glucosinolanati fino a 100 volte superiore a quello della pianta adulta. L’utilizzo di germogli di broccoli è risultato notevolmente efficace nell’aiutare la lotta contro I tumori della mammella e del colon. (Jed W. Fahey,YueshengZhang, Paul Talalay - Broccoli sprouts: An exceptionally rich source of inducers of enzymes that protect against chemicals carcinogens – Proc. Natl. Acad. Sci. USA vol 94, pp 10367-10372, September 1997 - Medical Science).

Nel 2002 il Dr. Jed W. Fahey ed il suo team, hanno dimostrato che il sulforafano non solo e’ efficace nella lotta contro i tumori del colon e della mammella, ma la sua attività si esplica anche contro le infezioni sostenute da Helicobacter pylori. Questo batterio spiraliforme gram negativo, si annidia sotto il muco gastrico della parete interna dello stomaco ed è la causa più frequente di ulcere gastriche e duodenali. La presenza di Helicobacter pylori è molto spesso associatao alla formazione di carcinoma e linfoma gastrico. Durante la sperimentazione è stato evidenziato che i batteri di Helicobacter Pylori anche se si sono mostrati estremamente resistenti alle terapie a base di amoxicillina, claritromicina e metronidazolo, vengono inibiti dall’assunzione di sulforafano attraverso una dieta ricca di germogli di Cruciferae.

Il Prof. Akinori Yanaka (docente della univesità di Tsukuba) ha presentato una recente ricerca al meeting di Baltimora del 02 Novembre 2005 (Frontiers in Cancer Prevention Research) nella quale si dimostrano le notevolissime proprietà dei germogli di Cruciferae, nel caso particolare germogli di broccolo, nella riduzione dell’infezione sostenute da Helicobacter pylori e quindi nella prevenzione dei tumori gastrici. La sperimentazione è stata effettuata su due gruppi di pazienti omogenei. Al primo gruppo, alla normale dieta sono stati aggiunti 100 gr. al giorno di germogli freschi di cavolo broccolo. Al secondo gruppo sono stti aggiunti invece 100 gr. al giorno di germogli freschi di Alfalfa che si differienziano da quelli di cavolo broccolo solo per il contenuto in sulforafano glucosinolato non presente nei germogli di alfalfa. I pazienti del primo gruppo hanno migliorato notevolmente il loro quadro clinico e diminuito il rischio di contrarre un tumore gastrico.

Nella stessa sessione del meeting e’ stato anche presentato il lavoro della prof.ssa Doroty Rybaczyk-Pathak (University of New Mexico, Albuquerque), nel quale si dimostra l’efficacia delle cruciferae, in questo caso cavoli e crauti, nel prevenire il cancro alla mammella. Lo studio ha avuto origine dall’osservazione del fatto che le donne polacche trasferitesi negli USA avevano un fattore di rischio triplo di contrarre il tumore mammario rispetto a quelle rimaste nel paese di origine. Il sospetto che il problema fosse dovuto dal cambiamento delle abitudini alimentari, è diventato certezza quando ci si è resi conto che le donne le quali avevano mantenuto le stesse abitudini alimentari del paese di origine, con una dieta quindi ricca di crauti e cavoli poco cotti, pur vivendo negli USA, avevano un fattore di rischio di contrarre il tumore pari a quelle rimaste in Polonia.

Alcuni giorni prima, 31 Ottobre 2005, era stato presentato dalla dr. Albena Dinkova-Kostova della Hopkins University of Baltimora, una ricerca sull’uso topico del sulforafano. Alcuni topi da laboratorio sono stati irradiati con raggi Uv; ad alcuni veniva applicata sulla cute una lozione contenente sulforafano estratto da germogli di cavolo broccolo. Tutte le cavie che non erano state protette hanno sviluppato un tumore alla pelle, mentre in quelle protette l’incidenza del tumore è risultata infieriore al 50%. L’interrogativo posto dalla richercatrice era : “Germogli di broccolo: mangiarli o indossarli?” , la risposta che lei stessa ha dato alla fine è stata: “E’ opportuno fare entrambe le cose”.

Per ulteriori informazioni ed approfondimenti, rimandiamo alle pubblicazioni fatte dalle riviste scientifiche Proceeding of the National Academy of Science of the United States of America, Oxfordjournals, Cancer Epidemiology Biomakers & Prevention, Moleculare Cancer Therapeutics e the Journal of Nutrition.


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