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Mer 28 Settembre 2016
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 PERCHE' EVITARE LE SEGUENTI VACCINAZIONI



PROGRAMMA DELLE VACCINAZIONI IN ITALIA


  Obbligatorie Facoltative
3 mesi 1a dose di: epatite B, polio, tetano, difterite Emofilo B (influenza) e pertosse
5 mesi 2a dose di: epatite B, polio, tetano, difterite Emofilo B e pertosse
15 mesi 3a dose di: epatite B, polio, tetano, difterite morbillo- parotite- rosolia Emofilo B e pertosse
3 anni   polio
5-6 anni
e 9 anni
  difterite e tetano
12 anni ciclo di tre dosi di vaccino epatite B  

ELENCO DELLE VACCINAZIONI


Epatite B

Sabin, creatore dell'omonimo vaccino, intervistato a "Mi manda Lubrano" (RaiTre, il 4/12/91) diceva: "L'obbligo di vaccinazione dell'epatite B su neonati è un grossolano errore. Il vostro ministro è stato consigliato male. Il rischio di epatite B per i neonati è molto ma molto ristretto". Oltre l'80% delle poche centinaia di casi in Italia sono dovuti a contagio per scambio di siringhe, rapporti irregolari o trasfusioni. Reazioni avverse a tale vaccino vanno da neuriti ottiche, a paralisi di Guillen Barré e sclerosi multipla (Lancet 9/11/91)

Difterite
Efficacia: Confrontando paesi ampiamente vaccinati con quelli non vaccinati si osserva che l'epidemia ha lo stesso andamento. Inoltre la vaccinazione antidifterica non ha prodotto nessun miglioramento del ciclo naturale della malattia né nella fase "naturalmente crescente" dell'epidemia, né in quella "naturalmente calante".

Tetano
I casi di tetano in Italia sono nell'ordine delle 90 unità all'anno, di cui l'85% sopra i cinquant'anni. Queste cifre sottolineano l'inutilità di milioni di dosi di vaccino iniettate su neonati. Praticamente è nullo il pericolo di tetano per neonati. Questa vaccinazione, tra l'altro, li copre solo per dieci anni al massimo e, nonostante ciò, fino a cinquant'anni i colpiti da tetano sono comunque solo una dozzina. Infine è utile sapere che durante la seconda guerra mondiale, nell'esercito USA, ci sono stati solo 12 casi di tetano all'anno di cui 4 perfettamente vaccinati.

Polio
Uno dei problemi relativi a questo vaccino deriva dalla sua contaminazione con un numero ancora sconosciuto di virus animali. Ciò è dovuto al fatto che il Salk (ma sembra tuttora il Sabin) era ottenuto da tessuti di scimmia ammalata di polio. Il vaccino contiene centinaia di migliaia di virus che possono produrre polio, meningite, encefalite, epilessia e quindi compromettere essenzialmente il cervello. La ricerca ha mostrato che l'iniezione di un virus da una specie di scimmia all'altra ha provocato lo sviluppo di tumori maligni. Tuttavia, dopo la morte di queste, si è cercato di isolare i virus ma fu impossibile recuperarli (perché mutati). La cancerogenicità di alcuni di questi virus fu dimostrata da Sweet (1960), Fraumemeni (1963), Gerber (19621), Rowe (1962). Innes scoprì nel 1968 che la mortalità per leucemia negli USA dal 1955 al 1959 era cresciuta del 10% circa tra i 5 e i 14 anni, proprio negli anni del Salk. Efficacia: Secondo Sabin (creatore dell'omonimo antipolio) questo vaccino garantisce una copertura per soli cinque anni, quindi bisognerebbe rifarlo continuamente. Secondo l'O.M.S., tra il 1970 e il 1974 in otto paesi europei ci sono stati 360 casi di polio di cui 205 associati alla vaccinazione. Secondo la rivista medica The Medical Letter del luglio 1988, negli ultimi decenni negli USA si sono verificati fino a 5-10 casi dall'anno di polio paralitica come conseguenza del vaccino Sabin, praticamente quasi il 100% dei casi di polio paralizzante. Secondo il dr Mendelshon, nel 1977, su 18 casi di polio negli USA, 13 erano derivati dalla vaccinazione. In Israele nell'88 ci sono stati 15 casi di polio, illustrati da Slater, di cui 9 vaccinati con almeno tre dosi di Sabin, due con due dosi, ed uno con una. Il dr Jonas Salk (inventore dell'omonimo antipolio) testimoniò insieme ad altri scienziati che l'87% negli USA dei casi di polio dal 1970 derivavano dall'uso del vaccino antipolio.

Morbillo
La vaccinazione impedisce la produzione di anticorpi permanenti. Secondo Black (1984) gli anticorpi da vaccino possono diminuire fortemente dopo solo pochi mesi; le madri non avendo sviluppato la malattia non possono più fornire gli antigeni ai figli tramite l'immunità placentare e l'allattamento; i bambini vaccinati iniziano a subire il morbillo in un'età pericolosa, cosa che non accadeva prima dell'epoca delle vaccinazioni. Efficacia: Nel giugno 1984 la rivista medica "USA MMWR" riportò un'epidemia di morbillo tra studenti di due scuole superiori dell'Illinois e del New Mexico dove il 98% erano stati vaccinati da poco. Gustafson (1987) descrive un'epidemia in una scuola secondaria dove il 99% erano stati vaccinati con virus attenuato. È possibile che una persona colpita da morbillo ne venga colpita una seconda volta? No, a meno che questa persona non sia stata vaccinata per il morbillo dopo aver avuto la malattia. Secondo i dati della FDA nel 1988, negli USA, l'80% dei casi di morbillo erano di persone precedentemente vaccinate al morbillo.

Parotite
Secondo West (1966), la mancanza della malattia in età infantile corrisponde ad una maggior probabilità di cancro alle ovaie e in generale di tutti i cancri (Ronnie, 1985). Efficacia: Cochi afferma che il vaccino era disponibile negli USA dal 1967 ma usato massicciamente solo dal 1977. Risultato: dal 1986 sta aumentando l'incidenza di parotite, caratterizzata da una particolare presenza tra gli studenti delle scuole medie e superiori.

Rosolia
Efficacia: Secondo Cherry (1980), l'utilizzo di centinaia di milioni di dosi negli USA non ha sortito alcun effetto nei confronti delle continue ondate periodiche della malattia, anzi è stata notata la reinfezione da parotite nei vaccinati. Kloch e Rachelefsky (1973) descrissero un'epidemia di oltre mille casi a Casper (USA) nel 1971 che si presentò nove mesi dopo la campagna vaccinale e coinvolse per lo più vaccinati, pari all'83% nelle elementari ed il 52% negli asili. La d.ssa Hartman afferma che la rosolia produce malattia visibile solo nel 2-5% di non vaccinati contro un 50-100% dei vaccinati, cosa che dovrebbe far riflettere in generale sull'efficacia dei vaccini.

Pertosse
Nel 1975 il Giappone decise di posticipare questa vaccinazione (particolarmente pericolosa) dal secondo mese di vita al secondo anno di vita e nel 1981 fu abolita del tutto. A partire dal 1975 la mortalità nei primi mesi di vita scomparve in Giappone, ma aumentò l'incidenza di meningite al secondo anno di età. Levine (1966) e Savinski (1973) scrissero che forti dosi di tale vaccino vengono impiegate per facilitare la comparsa di encefalomielite in topi e gatti da laboratorio. Smith dimostrò l'esistenza della meningite da vaccino, in quanto l'aumento del 400% di meningite poteva essere fatto risalire al terzo mese di età. In tutti i Paesi in cui sono partiti massicci programmi di vaccinazioni si sono susseguentemente verificati aumenti del 400% di casi di paralisi cerebrali. Efficacia: Nell'epidemia di pertosse del 1986 in Kansas, USA, il 90% era vaccinato.

Antinfluenzale (Emophilus B)
Numerosi ricercatori (Curphey, Warren, Rosenberg, Wells, Cherington, Weintraubs) segnalano il pericolo di complicazioni neurologiche (encefaliti e paralisi di Guillen-Barrè) soprattutto nei bambini, a seguito di vaccini antinfluenzali. Nell'ottobre 1976 40 milioni di americani furono vaccinati. Dopo quattro mesi furono registrate migliaia di reazioni avverse con centinaia di paralisi di Guillen-Barrè e 10 decessi. Vennero intentate 4.000 cause di risarcimento che portarono 3 miliardi di dollari di risarcimento. Il 16 dicembre le autorità ritirarono l'autorizzazione all'uso del vaccino, riammesso solo dopo qualche mese unicamente per i gruppi a rischio. Nel 1978-79 una nuova campagna convinse nuovamente gli americani a vaccinarsi e nel periodo 78- 79 apparvero altri casi di Guillen-Barrè, di cui il 67% era già stato vaccinato nel 1976, da cui si evidenzia una pericolosa sensibilizzazione del corpo ottenuta dai richiami. Efficacia: Secondo uno studio del Center for disease Control, i bambini che avevano ricevuto il vaccino Hib avevano una incidenza 5 volte maggiore di contrarre il virus del vaccino stesso e quindi l'influenza.

Tubercolosi
Efficacia: Uno studio commissionato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (Bollettino O.M.S. n.57/5, 1979, pag. 140) dimostrò come il vaccino antitubercolare fosse inefficace: 260.000 indiani vaccinati avevano una incidenza di tubercolosi superiore ad indiani non vaccinati.

Vaiolo
Vaccinazione particolarmente pericolosa. Il dottor Kittel afferma che fino al '67 in Germania Occidentale, dopo l'antivaiolosa 3297 bambini hanno riportato danni all'udito e 71 sono rimasti sordi [VII, pag.18]. Bambini che hanno ripetuto l'antivaiolosa diverse volte presentano delle aberrazioni cromosomiche nei loro globuli bianchi. Miller (1967) descrive nove pazienti che svilupparono la sclerosi multipla dopo la prima o la seconda vaccinazione antivaiolosa. I sintomi apparvero tra le 7 e le 48 ore oppure a distanza di 7-14 giorni. Efficacia: Il Messico e l'India hanno subito le epidemie di vaiolo più violente e mortali, sebbene le loro popolazioni fossero state rispettivamente completamente e parzialmente vaccinate. In Italia già nel 1887-89 la morte per vaiolo trai vaccinati (i soldati) era uguale a quella tra la popolazione non vaccinata (le donne). In Gran Bretagna la vaccinazione anti-vaiolo divenne obbligatoria nel 1853 e vent'anni dopo, nel 1870-71, si manifestò la più spaventosa epidemia della storia (23.000 morti); nei decenni successivi la mortalità da vaiolo in Gran Bretagna diminuì in modo perfettamente parallelo alla diminuzione del tasso di vaccinazione.

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